СНПЧ А7 Ростов-на-Дону, обзоры принтеров и МФУ

PREMESSA

Il Core (la muscolatura presente nella parte centrale del corpo) è composto da ben 35 muscoli. Essi operano, con i legamenti e la fascia, per produrre la sincronia dei movimenti o la stabilizzazione del tronco e delle estremità. A tal proposito occorre citare i muscoli più importanti.

I muscoli del pavimento pelvico si estendono dall’osso pubico al coccige. Sono presenti ben cinque strati: i primi 3 sono costituiti da muscoli scheletrici, il quarto da muscolatura liscia e il quinto dalla fascia. Lo strato più profondo è composto dallo Sfintere anale e dal Triangolo Uro-genitale; il secondo strato dalla muscolatura superficiale del Perineo; il terzo strato dal Diaframma Uro-genitale e, infine, il quarto strato è composto dal Diaframma Pelvico profondo.

Inoltre vi sono dei muscoli che entrano in compartecipazione a questi dando supporto alla postura, tra essi: il Piriforme, l’Otturatore interno, il Retto addominale, gli Obliqui e il Traverso dell’addome.

Sono fondamentali alla funzione di stabilità anche gli Erettori spinali (partecipano alla flessione ed estensione della colonna), il Multifido (si attiva con rotazione, estensione e flessione della colonna ed è composto da una serie di muscoli corti che si estendono dal sacro alla seconda vertebra cervicale), la Fascia degli arti inferiori (costituita di tessuto connettivo). Quest’ultima circonda gli arti inferiori e attraverso la sua estensione si inserziona sul bacino e ne influenza la mobilità.

Poi c’è il gruppo degli abduttori e adduttori dell’anca il cui equilibrio muscolare provvede all’ottimale stabilità e mobilità dell’anca e della zona lombo-sacrale. Il Grande gluteo e il Gran dorsale originano rispettivamente dal sacro e dalla parte posteriore della cresta iliaca giustificando la loro compartecipazione.

La Fascia toraco-lombare, anch’essa costituita da tessuto connettivo, è costituita a sua volta da due strati determinanti nel momento in cui si trasferiscono i carichi dalla parte alta a quella bassa del corpo. Lo Strato superficiale è la struttura che maggiormente deve supportare il carico della parte superiore, attraverso i muscoli: traverso dell’addome, obliquo interno, grande gluteo, gran dorsale, erettore spinale, multifido e bicipite femorale. Lo Strato profondo è un insieme di fasci muscolari che si congiungono con lo strato intermedio della fascia toraco-lombare, con la sutura laterale e con la faccia interna dell’erettore spinale.

La regione lombo-pelvica viene considerata come il fulcro del corpo umano, sia in funzione dello spostamento di pesi, sia per l’efficienza dei movimenti della catena cinetica. Le forze di reazione al suolo vengono trasmesse superiormente al bacino, il carico testa-braccia-tronco e qualsiasi carico esterno viene trasmesso agli arti inferiori attraverso il fulcro. Quest’ultimo è in grado si svolgere tale funzione grazie al sistema integrato con cui agisce il corpo umano attraverso le sue catene cinetiche.

Secondo Panjabi esiste una interrelazione tra il Sistema di Controllo Neurale del corpo, un Sistema Passivo Legamentoso Osteoarticolare e il Sistema Attivo della Miofascia. Varie ricerche (Vleeing, Snijders, Mens, Stoeckart e Kleinrensink) seguendo il modello di Panjabi ne rinforzarono la tesi per cui la catena cinetica umana trasferisce i carichi di lavoro in modo ottimale grazie a due sistemi muscolo-scheletrici di funzionalità integrata:

L’unità interna costituita dalle seguenti componenti anatomiche: il multifido, il diaframma, il sacro, il pavimento pelvico e il trasverso dell’addome. L’attivazione dei muscoli addominali rappresenta una normale risposta alla contrazione del pavimento pelvico. Inoltre la co-contrazione del multifido e del pavimento pelvico stabilizzano il bacino che a sua volta stabilizza la spina dorsale.

La co-contrazione contemporanea del trasverso dell’addome incrementa la tensione laterale nella fascia toraco-lombare.

L’unità esterna comprende invece il Sistema Obliquo Posteriore (contribuisce al trasferimento del peso attraverso la cintura pelvica durante l’attività di rotazione e nell’andatura), il Sistema Longitudinale Profondo (incrementa la tensione della fascia toraco-lombare e facilita la compressione/stabilizzazione attraverso l’articolazione sacro-iliaca), il Sistema Obliquo Anteriore (comprende obliquo interno ed esterno, gli adduttori controlaterali della coscia e la fascia addominale anteriore), il Sistema Laterale (determinante la sua attivazione per stabilizzare il bacino nella stazione eretta e nella deambulazione, diversamente l’articolazione sacroiliaca risulterebbe instabile).

METODOLOGIA DI ALLENAMENTO

La fitball come strumento legato all'allenamento viene introdotto negli anni Novanta negli Stati Uniti per dare un supporto a tutti gli operatori del settore. L'allenamento con la palla diviene così oltre che uno strumento divertente anche un utilissimo mezzo per stimolare al massimo la componente propriocettiva del nostro corpo, attivando sia i muscoli agonisti che quelli stabilizzatori. Attraverso un corretto utilizzo della fitball riusciamo durante il workout a rendere molteplici gli stimoli afferenti e di conseguenza potenziare al massimo le risultanti efferenze. Come disse Lephart nel 1998 le “informazioni neurali sono trasformate in energia fisica” e questo tipo di allenamento andrebbe sempre inserito in un protocollo di riabilitazione.

Nella figura seguente possiamo vedere il circuito neurale che interessa un allenamento su Fitball. Le informazioni d'instabilità vengono percepite dal sistema propriocettivo e inviate al SNC che una volta analizzatele si preoccuperà di fornire una risposta motoria il più efficiente possibile sotto forma di efferenza.

Questo tipo di allenamento diventa importante sia per chi è reduce da un infortunio che ha reso inefficiente un segmento corporeo e quindi anche la percezione dello stesso nello spazio, sia per gli atleti che vogliono migliorare la loro componente stabilizzatrice ottenendo così un miglioramento nelle loro performance.

Quando si comincia un allenamento su Fitball è preferibile cominciare con quegli esercizi che mirino inizialmente a potenziare il centro del corpo e quindi il suo “Core” per poi passare a esercizi che coinvolgano la periferia. Prima ancora di programmare un workout completo su un soggetto è importante sollecitare una stabilizzazione di base del corpo attraverso i tre esercizi propedeutici di seguito proposti.

Static Back Extension: appoggiare il bacino sulla fitball ed estendere il busto fino a portare le spalle, il bacino e le ginocchia sulla stessa linea. I muscoli interessati sono i paravertebrali, erettori spinali, stabilizzatori del bacino e accollatori delle scapole. Mantenere la posizione almeno 30’’ applicando nel tempo piccoli incrementi di 10/15 secondi.

Single-leg Hip Lift: sdraiarsi a terra supini, flettere una gamba portando la coscia al petto. L’altra gamba si flette nella misura in cui il piede rimane perpendicolare al ginocchio e la pianta del piede perfettamente in appoggio a terra. Attivare il Core e spingere progressivamente con il tallone in appoggio sul pavimento portando in sospensione il bacino. Quest’ultimo nella fase finale del movimento dovrà essere in linea con le spalle senza però aprire l’angolo tra coscia e addome della gamba. Rinnovare il movimento per almeno 10 ripetizioni e per un massimo di 3 serie.

Static Side Raise: mettersi in posizione di decupito laterale. Flettere le gambe a 90° e portare il corpo in sospensione facendo in modo che gli unici due punti di sostegno siano il gomito e le ginocchia. È importante che gli obliqui si oppongano alla depressione laterale mantenendo così un corretto allineamento tra spalle-bacino-ginocchia. L’obiettivo di partenza è quello di mantenere la posizione per 90/120’’ con successivi incrementi di 15/20”.


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Dott. Elia Zappia - Corso Vittorio Emanuele 2 10121 Torino - tel. +39 011 19708626 - fax. + 39 3493618720 - e-mail: elia.zappia@gmail.com - News

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